Le proposte delle banche per cambiare mutuo
«Il 2008 vedrà crescere il numero di mutuatari che cambieranno il mutuo in essere con un’altro a condizioni migliori». Questa l’opinione di Pasquale Giamboi, a.d. di Banca per la Casa. «Grazie alle mosse del Governo, delle banche e delle associazioni dei consumatori – afferma Giamboi – nel settore mutui è cresciuta la concorrenza e aumentata la trasparenza. Alla luce di questi cambiamenti, noi stiamo per lanciare un nuovo prodotto di surroga che terrà conto anche del diverso livello di rischio dei clienti». Il tasso applicato (o meglio lo spread) quindi non dipenderà più solo dalla durata e dalla copertura.
Tra i primi istituti a lanciare un prodotto ad hoc per la surroga (settembre 2007), si segnala l’australiana MacQuarie: 11 surroghe in un mese e mezzo, già effettuate, con costo del notaio (circa 800 euro) a carico del cliente. Anche Ubi Banca ha avviato mesi fa una procedura sperimentale di portabilità, spese notarili e tasse a carico dell’istituto e 150 euro il costo per il cliente.
Ora che è stato chiarito e semplificato l’iter della surroga nasceranno molti prodotti dedicati: si stanno organizzando su questo fronte Barclays-Woolwich, Banca per la Casa, Banca Ubc e Ing Direct; è ancora troppo presto, però, per conoscere i dettagli. Resta il punto interrogativo del costo del notaio: a carico della banca subentrante secondo alcuni, alla libera contrattazione delle parti secondo altri.
Tra le novità di gennaio segnaliamo l’iniziativa di Intesa-SanPaolo, che comincia l’anno puntando sulla flessibilità, anticipando il «fondo mutui» previsto dalla Finanziaria 2008 e in attesa del regolamento esecutivo. Su tutti i mutui a partire dal 2008 sarà possibile attivare l’”opzione posticipo rata”, per un massimo di 18 mesi non consecutivi, ma solo dopo il regolare rimborso di almeno 24 mensilità.
Anche Micos lancia un’interessante promozione sul mutuo Orizzonte, i primi nove mesi a tasso zero. Orizzonte è una soluzione “ponte” per chi vuole vendere la propria casa, ma non ha ancora trovato un compratore, e acquistarne un’altra che invece ha già individuato. Se si tratta di “prima casa” però, sono a rischio le agevolazioni fiscali.
Fonte: il Sole 24 ore (31 gennaio)
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